Tuona
Tuona, la luce va via, i lampioni si staccano Passo svelto con gli anfibi che bucano violentemente l'acqua nelle pozzanghere il piede è asciutto a differenza del giubbotto di pelle. I suoi tagli lasciano penetrare l'acqua e assorbono come una spugna, fracido come la mia testa rasata a zero, esposta così che il mio cervello sia esposto al freddo dell'inverno che i miei pensieri ghiaccino e non surriscaldano la calotta cranica o peggio mi bucano l'encefalo nel sonno come spilli. Torno a casa Mi serro in camera, la mia tana Radici di liquirizia, Red bull, sbarra da trazioni Prendo il quaderno e inizio a scrivere, la mente è piena, la mano non si muove, dall' inchiostro non si genera nulla nulla uscirà da qui bloccato, atrofizzato Se fossi nel'ottocento il foglio si macchierebbe di inchiostro, come sudore freddo che scende dalle tempie e cade su di esso, bucandolo Tensione, riflessioni "Un ti fá paranoie" (non farti paranoie) Dette da un amico qualche se...