Guerrieri Samburu
Contadini e guerrieri, così eravamo e così torneremo
a cibarci dei frutti della terra a sacrificare i corpi dei nostri nemici alla madre terra
Non chiedere la verità al burocrate, ne al filosofo ne tantomeno al fisico ma chiedila al contadino, a colui che è attaccato alla terra. Stoico, freddo, con le mani segnate che raccontano la sua storia, ogni inverno un solco, ogni estate una ruga.
Con il taglierino sul tavolo guardo le mie braccia che sembrano una cartina geografica, segnate dall'ennesima cazzata e i pantaloni sporchi di rosso scuro come vino
Autofagia, flaggelazzione
punisco il mio corpo come i Catari pronto per ascendere, con la tunica sporca di rosso brindo come Cristo al tavolo, ricordando chi non c'è più, circondato da Zeloti tengo distanti i rettili dal tempio.
Saremo uomini nuovi, uomini al vertice della catena alimentare umana
saremo come i guerrieri Samburu
scolpiti dalla vita, rinvigoriti dai raggi del sole, bevendo sangue di vacca e latte di capra
vestendoci con la pelle dei leoni circondati dagli zombie e con gli addominali scolpiti dalla caccia e dalla guerra
L'essere umano mira all'ascesi
lo spirito non riposa mai
la spada uccide il corpo non l'anima anche se sanguina.
Un onda travolgerà tutti, un nuovo diluvio universale, fatto di polvere e amianto;
noi non vivremo come le blatte
sotto terra in lussuosi bunker
non vivremo come i miliardari ne scapperemo nello spazio
moriremo da uomini e donne liberi.
Vermi mangiateci
torneremo alla terra
saremo humus per le piante di domani, saremo nutrimento per le loro radici, le nostre ossa ai caimani.
Quando sarò morto datemi agli avvoltoi, su alte cime roccose una sepoltura celeste
il ciclo della vita che si compie, Jhator
La mia anima si reincarnerà dopo il giudizio divino
pronto a rispondere a Dio
Il mio Spirito nell'universo muoverà le masse nelle ere a venire.

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