Lasciare traccia


 Dall'inizio della storia umana l'uomo ha avuto un inspiegabile, innato e distintivo impulso di comunicare con l'altro e con i suoi successori, i suoi eredi. Il lasciare qualcosa al mondo, una traccia, è una pulsione umana che potrebbe trovare radice nel sentimento di paura dell'uomo di sparire per sempre, essere mangiato dalle morsa del tempo, un esistenza senza senso, d'altronde senza memoria si perde tutto, nulla ha senso e come i nostri antenati incidevano scene di caccia e raccontavano la loro storia su pareti di roccia noi oggi lo facciamo tramite meta spazi fittizi in un mondo fatto di codici. Cosa chiede l'uomo che incide la pietra? Perché rende una roccia già immortale di suo un opera d'arte?

Le rocce sono le ossa della terra, ciò che ci incidiamo sopra sono lo scheletro della nostra storia.

Una statua di un corpo umano in tutta la sua armonia anatomica che si erge e si eleva sugli stessi uomini che l'hanno scolpita, una creazione umana che diventa divina. L''egocentrismo dell'uomo gioca un ruolo fondamentale, guardando un paesaggio incontaminato, uno scorcio di mondo sublime da l'idea all'uomo di possederlo almeno per un secondo, l'arrogante pretesa del credere di possedere il mondo come il luogo della nostra storia, il nostro palcoscenico quando forse siamo un minimo effetto di qualcosa di più grande, un grande piano naturale caotico, non scritto, e noi siamo delle comparse in un mondo che si dimentica della nostra presenza, insetti che subiscono le angherie del mondo. Ricollegando la paura di perdeci, di perdermi, di non aver lasciato traccia se non graffiti o scarabocchi sui muri. A voi.

6/10/ 2023

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